Francesco Cito è nato a Napoli nel 1949, ora vive e lavora a Milano. La sua carriera ha inizio nel 1972 a Londra, dove inizia a dedicarsi alla fotografia. Dal 1975 diventa foto-giornalista freelance, collabora per il Sunday Time Magazine, ottenendo la sua prima copertina col servizio “La mattanza, sull’antico modo di pescare i tonni in Sicilia”. Nel 1980, dopo l’invasione sovietica, è uno dei primi fotoreporter che raggiunge clandestinamente l’Afghanistan, viaggiando a piedi per 1200 chilometri con vari gruppi di guerriglieri. Qui ritornerà nel febbraio 1989 come corrispondente de Il Venerdì di Repubblica per documentare il ritiro dell’esercito sovietico. Tra la fine del 1982 e l’inizio dell’anno successivo è a Napoli per un servizio sulla camorra, pubblicato in tutto il mondo. Dal 1983 al 1989 è, in varie riprese, sul fronte libanese come corrispondente del giornale Epoca: è l’unico fotogiornalista a documentare la caduta di Beddawi (campo profughi, ultima roccaforte di Arafat). Nello stesso periodo inizia a recarsi anche in Palestina per riportare le condizioni del popolo palestinese all’interno dei territori occupati. La sua presenza nei “luoghi caldi” prosegue in occasione della Guerra del Golfo: sulle pagine de Il Venerdì di Repubblica documenta nell’agosto del 1990 l’arrivo dei soldati americani in Arabia Saudita dopo l’invasione del Kuwait, nonché le fasi successive della guerra. Nel 2002 è tra i pochi ad entrare nel campo profughi di Jenin sotto coprifuoco durante l’assedio israeliano, come anche a Betlehem.

In Italia alterna reportage sulla mafia e su fatti di attualità con lavori su eventi particolari quali il Palio di Siena. Tanti i riconoscimenti: il World Press Photo Contest gli conferisce il premio per i servizi “Matrimoni napoletani” (1995) e il primo premio per il Palio di Siena (1996). Nel 1997 la Città di Atri gli conferisce il premio per l’impegno sulla Palestina. Il Leika Oskar Barnak Award lo segnala con una Menzione d’Onore per il reportage “Sardegna”.

Oltre che su Il Venerdì di Repubblica, le sue immagini sono apparse in Sette, Corriere della Sera, Epoca, Specchio supplemento della Stampa, Sunday Time Magazine, Observer Magazine, Stern, Bunte, Zeit Magazine, Paris Match, Life. Numerosissime le mostre in Italia e all’estero.