GIORGIO PICCHI

"Dipingere con la luce: il Duomo di Ferentino"

 

Palazzo Martino Filetico - Via XX Settembre

20 Settembre ore 17.00-24.00

21 Settembre ore   9.00-24.00

22 Settembre ore   9.00-20.00

 

Nasce a Ferentino (1969) dove vive e lavora come avvocato. Appassionato da sempre di fotografia, sperimenta dapprima la stereofotografia, poi si avvicina alla fotografia stenopeica. Dopo aver frequentato corsi sulla gomma bicromatata e platinotipia con i maestri Roberto Lagrasta e Daniele Cinciripini, del Gruppo Rodolfo Namias (associazione di appassionati di ogni parte d’Italia dediti alla stampa con le A.T. www.grupponamias.com) di cui è socio, si appassiona alle Antiche Tecniche dedicandosi principalmente alle stampe alla gomma e alla cianotipia. “Dipingere con la luce” è un progetto fotografico che inizia a prendere forma nella primavera del 2012 e si pone come obiettivo la narrazione della storia artistica ed architettonica della città di Ferentino. La tecnica utilizzata è la stampa alla gomma bicromatata (1856 ca), la quale ha straordinarie possibilità creative, per cui è possibile interagire completamente nelle varie fasi di stampa, dalla preparazione manuale dell’emulsione, alla sua “spalmata” e all’asciugatura finale, quasi a poter dipingere con la luce. 

Nel 2008 costituisce con Venanzio Cellitti l’Associazione Fotografica Pentaprisma, di cui è presidente. “Essenza di luce” è il titolo della mostra dei soci che Pentaprisma espone al ferentino foto festival.

 

“Prezioso scrigno contenente tesori di arte, di storia e di fede; intessuto e trapunto di originali manufatti marmorei cosmateschi, nati nelle botteghe romane e voluti dai Romani Pontefici per ammantare di un rivestimento nobile e regale le più importanti e artistiche chiese da essi spesso utilizzate per le solenni liturgie papali nell'Urbe o entro i confini del loro non esteso “Patrimonium Sancti Petri”, che diventerà con il tempo lo Stato Pontificio. Questa è la cattedrale di Ferentino, che, dall'alto delle mura millenarie dell'Acropoli, ernica prima e poi romana, sublima l'incanto di una città vetusta e sempre in fiore”

(Don Luigi Di Stefano)