GIORGIO BONOMI

IL CORPO SOLITARIO

L'autoscatto nella fotografia contemporanea

Il critico Giorgio Bonomi esamina nel suo ultimo libro, edito da Rubbettino, più di 700 artisti di tutto il mondo, famosi e emergenti, giovani e meno, che lavorano con la tecnica dell’autoscatto fotografico, dagli anni ‘70 ad oggi, in 424 pagine a colori con circa 2000 immagini fotografiche.

Per “autoscatto” si intendono tutte le forme possibili con cui questo può realizzarsi: dall’autoscatto vero e proprio (con il temporizzatore, con la macchina fotografica in mano, con il flessibile, con il telecomando) alla fotografia realizzata da un assistente il cui compito è meramente esecutivo.

Possiamo usare molte definizioni, per le realizzazioni ottenute con questa tecnica: “autoritratto”, “percezione di sé”, “identità”, “allo specchio” sono alcuni dei modi con cui si può indicare quel concetto di “autorappresentazione” che l’artista, da sempre, ha tentato. La pratica dell’autoscatto è enormemente diffusa attualmente come strumento di riflessione sulla propria identità, sul proprio corpo, sulla conoscenza di sé.

L’artista ha cominciato a indagare su se stesso come oggetto di conoscenza da un lato, e come soggetto di narrazione dall’altro: la metodologia dell’autorappresentazione è apparsa la più funzionale e la più appropriata per simili operazioni.

È evidente che in questa odierna società, sempre più spersonalizzata e basata sull’immateriale, il percorso di riappropriazione non può che partire da se stessi e dal proprio corpo: l’autorappresentazione, quindi, permette di evitare mediazioni, funziona come “specchio”.