GABRIELE RIGON

"SEDUZIONI: l'eterno dinamismo dell'attimo immobile"

La seduzione, in particolare quella femminile, è un concetto spesso distorto.

La seduzione femminile, invece, è qualcosa che risveglia i sensi, qualcosa di più del bello, della bellezza, è qualcosa di misterioso. È espressione di cose intime, è comunicazione suadente appena sussurrata, espressione dell’identità profonda di una donna, dove convivono anche timori, paure, tabù. 

In questa tensione la macchina fotografica è lo strumento di indagine e il bianco e nero materia con cui prende forma l’idea da cui nasce la fotografia.

La Seduzione sta nella contemplazione silenziosa, nella capacità di percepire il calore del palpito universale dentro il dettaglio di un gesto appena suggerito, ammantato di quella grazia e nobiltà che solo la Donna può regalare.

Quel singolo gesto, che vive e muove un mondo di passioni, un mondo che il tempo di dirlo già non c’è più, nello scatto rimane come dilatato nel tempo, per diventare celebrazione e simbolo di della donna stessa, fonte e dispensatrice di erotismo, eleganza, raffinatezza, sensualità.

Ed è la luce, origine della fotografia, che si incarica di conferire all’immagine un dinamismo intimo, più suggerito che mostrato, grazie alla morbidezza dell’illuminazione naturale o all’uso ragionato di luci sul set,  all’interno di uno studio fotografico.