LUCA BALDASSARRA: Sculture

PIETRA NATA DAL FUOCO - LAPIS/NIGER

 

"Per me Scultura è contemplazione, ricerca di forma.

Il lavoro sulla pietra lavica giulianese è il tentativo di mettere in evidenza il Bello nella sua forma naturale, toccando la pietra, tornando ad avere un rapporto reale con le cose.

La levigatura permette alla luce di entrare, illuminando la pietra perché viva di luce propria, rifletta e si trasformi al ritmo delle stagioni, dando a noi la possibilità di "vedere" il riflesso di una natura "generosa e generatrice" nella sua più drammatica vulnerabilità." (Luca Baldassarre)

Mano e cervello: dialogo creativo

"Il linguaggio scultoreo minimale è mezzo di continua ricerca dea scoperta e valorizzazione delle caratteristiche più intime della pietra lavica di Giuliano di Roma: una roccia nera caratterizzata da morbidi rigonfiamenti e decise linee di frattura, testimonianza della vita della lava e del suo progressivo raffreddamento. Lo scultore deve semplicemente osservare la roccia grezza, cercare le sinuosità e le asperità che il blocco di lava nera mostra; solo una silenziosa ricerca può mostrare all’artista quali caratteristiche esaltare, quali superfici trasformare in raffinato particolare della morfologia naturale.

Una asperità smussata, una superficie levigata, divengono scoperta privilegiata di intimi e ancestrali fenomeni del mondo antico. Sinuosità, vacuoli e piani di naturale separazione, 

una volta amplificati dalla sottile visione dello scultore rappresentano un nuovo inizio, una nuova storia che tra uno, dieci e cento anni potrebbe portare l’opera ad avere un aspetto completamente diverso da oggi, o forse ritornare ad essere ciò che era prima della mano dello scultore. In questa visione, l’incompiutezza delle opere rappresenta la volontà di descrivere il divenire della natura stessa."


                                                                                        (Federico Lucci)

 

 

 

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