NUDA E CRUDA: la realtà documentata in viaggio da Haiti allo Sri Lanka

 

Nel seminario Romina Vinci ripercorre i suoi viaggi per raccontare il mondo.

Nel 2011 va ad Haiti,dove testimonia la drammatica situazione dell'isola ad un anno dal terremoto, mentre nel paese è in atto un’epidemia di colera. Poi parte al fianco dei militari italiani come embedded, prima Libano, poi Kosovo e infine Afghanistan, dove entra nel carcere femminile di Herat, incontrando le detenute, ragazze colpevoli spesso soltanto di essersi opposte a un matrimonio combinato. Un anno dopo torna in America Latina, fino in Bolivia, qui testimonia il lavoro minorile e la vita dei minatori di Potosi. 

Si appassiona al fenomeno delle migrazioni, si imbarca su una nave della Marina Militare e documenta il salvataggio di migliaia di vite umane con l'operazione “Mare Nostrum”. Va in Turchia, nei campi profughi al confine con la Siria, nel Kurdistan turco, poi un periodo in Nord Europa, Danimarca e Svezia, dove, a Gotemberg incontra  la difficile realtà di un quartiere abitato soltanto da seconde generazioni di migranti. Nel 2016 raggiunge la giungla di Calais (Francia), poi la Grecia fino a Salonicco, dopo la chiusura della rotta balcanica, infine lo Sri Lanka, documentando i ghetti nei quali vivono le operaie delle fabbriche delle multinazionali, sfruttate per una manciata di euro al giorno.

 

Romina Vinci è una fotoreporter freelance, classe ’83. Si dedica soprattutto alle tematiche dei flussi migratori, e lo fa producendo progetti multimediali con un approccio umanitario e sociale. 

Il suo lavoro l’ha portata in aree di crisi come Haiti, Afghanistan, Libano, Turchia, Kosovo, Bolivia, Sri Lanka. E’ co-autrice dei libri  “La Fame di Haiti” (End Edizioni, 2015) e “Le Macerie di Haiti” (L’Erudita Editrice, 2012). 

Nel 2015 ha frequentato il corso internazionale di fotogiornalismo alla Danish School of Media and Journalism (Danimarca).