SOSPENSIONI DI BIANCO E NERO

 

"Evocare, richiamare l’inevitabile flusso del tempo attraverso la memoria, e non rappresentare è il filo sottile ma tenace che lo ha guidato nell’approccio alla fotografia."

 

Una fotografia è un segreto su un segreto. Quanto più ti dice meno tu sai. 

                                                                                           Diane Arbus

 

"Un’esplicita attitudine a superare la pelle delle cose per andare in profondità caratterizza fin da principio la ricerca di Pietro Celani, per il quale l’incontro con la fotografia è esperienza recente, ma indubbiamente fondante, rispetto alle iniziali prove legate alla pittura, tanto che quest’ultima è ormai diventata interesse secondario se confrontato alla volontà di sperimentare le possibilità evocative del linguaggio fotografico. Evocare, richiamare l’inevitabile flusso del tempo attraverso la memoria, e non rappresentare è il filo sottile ma tenace che lo ha guidato nell’approccio alla fotografia, intesa non semplicemente come uno strumento per documentare il reale, quanto piuttosto come un linguaggio complesso per ricostruirlo attraverso significativi frammenti, come opportunità per tessere di esso una nuova trama, capace di esprimerne la problematica articolazione. […] Per questa esposizione ha costruito una raffinata installazione tutta giocata sui toni di un rigoroso bianco e nero. L’idea è quella di mostrare, dopo averli tirati fuori di un cassetto segreto, i ricordi dei “viaggi interiori” compiuti in compagnia della macchina fotografica, capace di rendere visibile, sospendendolo dall’inarrestabile divenire della vita, ciò che normalmente sfugge all’attenzione dei più, perché ad appassionare Pietro Celani è il farsi, il divenire, la differente dimensione del tempo, con l’intento di lasciare emergere quei dettagli apparentemente insignificanti di cui è intessuta la quotidianità. L’effetto è quello di una calcolata rarefazione in cui ogni immagine si dissolve nell’altra seguendo il ritmo lento ma in crescendo del farsi delle emozioni. Le sue fotografie, presentate in macro e micro dimensioni come inequivocabili segni di presenze e indicazioni di assenze, si mostrano allora in forma di calibrate costruzioni senza tempo, anche se osservandole per ciascuna di esse è possibile individuare un preciso riferimento, un particolare momento esistenziale, in cui il sentire personale si intreccia ad una storia preesistente. Eppure sono sospese dal flusso del reale, ma nello stesso tempo sorprendentemente palpitanti a scandire lo scorrere della vita con la sua scontata normalità o straordinaria eccezionalità. Sono un frammento strappato agli accadimenti dell’esistenza, intorno cui Celani ha lavorato con certosina attenzione, per lasciare emergere la poesia del quotidiano."

 

                                                                                                   Loredana Rea