Il professore d'arte Antonio Coppotelli scrive ancora una volta per il festival. Una poesia da leggere lentamente. In “I Fili nella memoria” le parole diventano immagini, visioni, sogni.

I Fili nella Memoria

La nebbia si abbassa e nasconde le voci, 

svela il colore del ricordo.

Nella luce si riscopre il tempo che rinasce, 

incide sulle pareti assolate la storia, la nuova storia, 

immagini che ritornano presenti, raccontano e ci raccontano 

di ombre frettolose della memoria, 

che vanno e vagano nelle ore. 

Ci fanno guardare dentro e fuori il tempo. 

La matita, il pennello, una foto lasciano tracce di testimonianze, 

libere dagli archivi contenitori si spandono nello spazio 

per rammentarci e non nascondere incubi e debolezze,

fuori dalla trappola del deserto dell’indifferenza…

fili infiniti nell’infinita rappresentazione della nostra quotidianità.

Arrivano, si fermano nel cuore e nella coscienza, 

non si perdono nella memoria della tempesta 

le libere immagini stampate. 

Sono solchi, lunghe scie che solcano il mare,

fioriscono nei nostri sogni, sono emozioni che non ci riportano

indietro, ci accompagnano verso gli orizzonti, 

oltre i confini del cielo e dei monti.

L’immagine fotografica, l’istante , l’occasione l’osservo 

come un bambino che vede nascere il sole dalle acque

e cerca il filo che lo guida verso albe felici, 

cancellando un colore che gli dava soltanto tristezza.

 

Antonio Coppotelli