PARTICOLARI 1.2.3.4. Installazione su vetrate

"Un viaggio attraverso segni, contorni di forme e colori puri. 

Itinerari dell’immaginazione. Sogni del mio tempo bambino, ritagli di appunti luminosi, custoditi e lasciati nuovamente liberi, spontanei come scarabocchi, testimoni di ricordi, che rivelano un’esistenza fatta di regole e giochi di una fantasia senza confini."

Caro Fabio,

ho scoperto la carta braille per la prima volta osservando una tua ultima opera: mi ha sorpreso il gioco di contrasti, tra le macchine vibranti di colore e quell'alfabeto a rilievo sulla superficie. Ho pensato che la tua creatività si fosse nuovamente armata, con matite e pennello tra i denti, per vincere i limiti  dello sguardo e conquistare dello spettatore non solo gli occhi, ma anche le mani. Ricordo un giorno:mi piegasti un pezzetto di carta sotto il naso, trasformandola con le dita velocemente...divenne un uccellino. E con quello stesso animo, ingenuo fresco,che mi avvicino, ogni volta, alla tua pittura. E non è poi così anche il primo contatto dell'essere umano con il mondo, con una realtà di cui non sa nulla? Nelle forme colorate che vagano sulla carta, mi immagino in universo di pesci su palloni aerostatici , mi immagino barche trainate da aquiloni , o alberi volanti tra le costellazioni. I segni lineari, filiformi, sono tracce dei movimenti possibili, come quelli di un bambino che sceglie una meta, una palla o il cane , e a tentoni si muove per raggiungerlo, a tratti si gira, poi si ferma. Da bambini si conosce il mondo con i sensi, manipolando le cose d'ogni giorno, camminando tra due opposti: gli archetipi della realtà e l'immagini della fantasia. Poi si diventa grandi, si corre di fretta nella realtà e immaginazione si addormenta da qualche parte. Gli artisti le fanno il solletico per svegliarla. Gli artisti restano sempre un po' bambini: a volte rompono le cose, poi le ricostruiscono, a volte pasticciano con i colori e disegnano l'invisibile,e viaggiano sempre, anche senza valigia e senza meta, ma solo con il pensiero. Il tuo viaggio lo racconti  attraverso gli acquerelli, come in un quaderno di appunti che ti porti in tasca, dove restano ricordi e gioie. Parti con schizzi, scarabocchi, un alfabeto di segni, con penna, matita e colori trasparenti. Ti meravigli e riscopri le cose consuete, il quotidiano vivere. Il diario prende forma, si materializza su supporti materici, la pittura rilievo definisce le tracce e le impronte del tuo messaggio. Conservi del viaggio le piccole cose: i sassi, il filo di ferro, i pezzetti di carta, e gli dai una  nuova vita,li trasformi in sculture, in oggetti sorprendenti. Io conservo ancora l'uccellino di carta.E ogni volta che vedo le tue opere, si sveglia in me qualcosa che dormiva… Mi viene il desiderio di viaggiare ancora senza scarpe, sulla nuvola Rossa. Mi resta una verità di immaginazione del cuore e una sensazione di profondità fluttuante. 

Con stima ed amicizia, Alessio Zolfo.

15 novembre 2013